In Italien lassen sich in den letzten Jahren zwei generelle Strömungen beobachten. Zum einen scheinen im Land mit der prägnanten Stiefelform die Bands aus den 70ern wieder Gefallen am Prog bzw. sinfonischen Sounds gefunden zu haben, denn die letzten Veröffentlichungen von z.B. P.F.M., Le Orme oder auch den New Trolls weisen eine deutliche Rückbesinnung zur eigenen glorreichen Vergangenheit auf. Doch daneben gibt es ebenfalls diverse Bands neueren Datums (wie z.B. The Watch, Finisterre, Mangala Vallis, Areknamés), bei denen ebenfalls das Retro-Gen im Körper zum massiven Ausbruch gekommen ist. Il Bacio Della Medusa gehören zweifellos der zweiten Kategorie an und bauen in jeglicher Hinsicht auf den Habitus der 70er, ohne jetzt nur als verblichenes Abziehbild durchzugehen. Ob optisch, vom Instrumentarium oder auch der Songgestaltung - hier wird in typisch energetischer südländischer Spielweise das ewig Gestrige neu, aber durchaus mitreißend interpretiert. Ohne das Wissen, dass es sich hier um ein aktuelles Album handelt, würde man diese Scheibe beim ersten Hören unweigerlich ins falsche Jahrzehnt einordnen. Weiterhin passt es ins stimmige Gesamtbild, dass man in italienischer Sprache singt und somit Hard / Progressive Rock, Psychedelic und eine Prise Folk sehr authentisch herüberkommen. Zwar braucht man etwas Zeit, um nach lyrischem, leicht klassischen Beginn in die Gänge zu kommen, doch spätestens ab dem dritten Titel gibt's hier molto Emozione und mediterranen Pathos in genau richtiger Dosierung. Dabei kommt Il Bacio Della Medusa zu Gute, dass hier eben nicht nur Orgel (zuweilen leider etwas kraftlos) und Gitarre zwischen Rock und Blues röhren, sondern durch jede Menge Geflöte und gelegentliche Saxophonstöße wird ein wesentlich vielschichtigeres Soundbild abgeliefert. Ergänzend wird zudem die klassische Schiene durch Violine und Viola bedient. Einen weiteren Bonus erarbeiten sich die Italiener mit ihrem Konzeptwerk aber nicht nur auf instrumenteller Seite, auch kompositorisch wird eine recht breite Palette bedient, die zwar hauptsächlich auf härtere Rocksounds setzt, aber genauso Raum für verspielte und ruhigere Passagen lässt. Eine gelungene Reise in die Vergangenheit, die eben nicht nur auf allseits bekannte Klischees setzt.

 

Kristian Selm - Kritik Progressive Newsletter

 

http://www.progressive-newsletter.de/index.htm?/cd63_5.htm

Il Bacio della Medusa – Roma, Auditorium Lo Sciamano, 18/5/19

Il Bacio della Medusa è una delle realtà più interessanti della attuale scena prog italiana: la band umbra, autrice di quattro straordinari album in studio, dà il meglio di sè nella dimensione live, dove la sua miscela incendiaria di hard-progressive, poetica cantautorale e digressioni jazzate crea sempre uno spettacolo estremamente coinvolgente. Abituati all’energia che caratterizza i sei musicisti sul palco, e in attesa di ritrovarli al prossimo Festival di Veruno, era grande la curiosità di ascoltarli per la prima volta in una più soffusa e intimistica veste acustica, grazie a un concerto pensato e realizzato appositamente per la data romana che si è tenuta presso l’auditorium della scuola di musica “Lo Sciamano”.

La presenza nell’auditorium di un prestigioso pianoforte a coda Bechstein di fine ‘800 è stata la stella attorno alla quale si sono trovati ad orbitare gli altri strumenti: chitarre e basso acustici, flauto traverso e sax, armonica a bocca e cajon si sono messi al servizio di sua maestà ad 88 tasti rendendolo il protagonista assoluto della serata, grazie anche ai nuovi arrangiamenti realizzati ad hoc per i brani in scaletta. Se tutti i membri della band hanno mostrato le loro notevoli doti di strumentisti a stupire più di tutti è stato Diego Petrini, che ha mostrato di essere un grande pianista, suonando il nobile strumento in maniera incantevole, seduto sopra al suo cajon col quale spesso e volentieri ha fornito anche la ritmica e la giusta carica ai brani.

La scaletta ha visto un excursus nell’intero repertorio della band: le struggenti Preludio: il trapasso e Confessione di un giovane amante hanno da subito fatto capire che sarebbe stata una serata di grandi emozioni, mentre la successiva Il vino, completamente stravolta da un’azzeccatissimo ed originale arrangiamento ha fatto capire che seppur in versione acustica l’energia non sarebbe mancata. La sonda dall’ultimo lavoro è stata il preludio al capolavoro 5 e ¼ fuori dalla finestra il tempo è dispari, che anche in versione unplugged non ha perso nulla della sua straordinaria carica emotiva. Le belle Animatronica platonica e Sudamerica hanno preceduto Uthopia il non luogo, brano strumentale che ha dato modo al gruppo di fare sfoggio di notevoli virtuosismi. Il pubblico non numerosissimo ma molto caloroso ha tributato il giusto merito alla band, che si è accomiatata con Simplicio, Melencolia, Cantico del poeta errante e De luxuria de ludo et de taberna. Gran finale con pianoforte e cinque voci che interpretano Corale per messa da requiem

Dall'hard prog del disco d'esordio al "teatro rock" del secondo

Ho sempre pensato che ci fosse un legame tra progressive-rock ed esoterismo, tra il rock di frontiera e il sapere iniziatico, e sfogliando il libretto di "Discesa agli inferi di un giovane amante" questa convinzione è decisamente rafforzata. Il progressive italiano è morto da tempo, ma di fronte a gruppi come il Bacio della Medusa - che fanno dell'oscurità, del mistero, dell'evocazione il proprio biglietto da visita - non si può non pensare che quel movimento abbia lasciato qualcosa in più che una semplice eredità musicale. E' un patrimonio di sensazioni, un lascito di creatività e rock d'arte, un "opificio di sogni" (per citare le note di Massimo Sannella) che il sestetto assorbe e rilascia con bravura.

 

Dopo un primo album omonimo (ora ripubblicato dalla Black Widow), questo secondo lavoro conferma il talento dei ragazzi perugini, alfieri di un progressive carico di tinte forti, cangiante e legato alla logica del racconto e del concept iniziatico. Il viaggio sonoro del Bacio passa inevitabilmente per Biglietti, Balletti, Rovesci, Raccomandate e New Trolls, ma più che la citazione o la derivazione sic et simpliciter, quello che si sente è la sincera devozione ad un magico suono dei tempi che furono.

 

Dopo il fosco e tormentato romanticismo del Preludio e la "Confessione d'un amante" esplode "La Bestia ed il Delirio", momento di svolta dell'album, con il flauto che rivaleggia con l'hammond. Il progressive del Bacio è articolato e complesso anche se l'ascolto dei singoli brani risulta piacevole, per i colori e le atmosfere dichiaratamente vintage, i frizzanti spazi solisti, i testi ricercati e colti, l'approccio "teatrale" ed enfatico, con i frequenti recitativi di Simone Cecchini e il formidabile supporto del gruppo. Memorabile la botta hard di "Ricordi del supplizio" e "Nostalgia pentimento e rabbia...", il dinamico strumentale "Sudorazione e freddo sotto il chiaro di luna", la lunga coda finale (da "Nosce te ipsum") che mette in evidenza il violinista Daniele Rinchi.

 

Troppe volte il progressive ha peccato di freddezza e "olimpica" perfezione, mentre il Bacio della Medusa fa del calore, dell'espressività e del sacro fuoco della passione il proprio segreto. "Discesa agl'inferi" - meno hard e più elaborato rispetto al suo predecessore - è un ottimo secondo lavoro per una delle migliori prog band italiane di oggi.

 

Donato Zoppo - Movimenti Prog

 

http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=2784

Il progressive a tinte hard del nuovo combo perugino

Più che un demo-cd è un vero e proprio primo album quello del Bacio Della Medusa, giovane prog band perugina che fa di tutto per non passare inosservata: copertina visionaria in pieno stile Seventies, musica impegnativa con testi ricercati e allegorici, persino un look che più vintage non si può. E pensare che l'età media si aggira sui 25 anni: potere degli anni '70 e del loro fascino!

 

"Il Bacio Della Medusa" è un interessante album d'esordio: carico di idee (e di relative aspettative) ma anche di ingenuità, il sound della band umbra è un potente heavy prog, tutto incentrato sulle torrenziali chitarre. I riferimenti al prog italiano più aggressivo ci sono tutti: Museo Rosenbach e Biglietto Per L'Inferno, Atlantide, New Trolls e Ibis, Semiramis e Teoremi, insomma i nomi più vicini a certo hard-sound tipicamente britannico, con accostamenti e svisate rock blues davvero incandescenti, ed è il caso di "Requiem per i condannati a morte". 

Questo brano d'apertura mette subito in mostra le doti del gruppo: un cantante affabulatore dal fare teatrale (Simone Cecchini), un chitarrista roccioso, vero perno del gruppo (Simone Brozzetti), un'impostazione ritmica aspra e spigolosa (Federico Caprai e Diego Petrini).

 

Il gruppo sfoglia bene il songbook dei migliori anni '70, zigzagando tra King Crimson, Jethro Tull e Rush, alternando elettrico e folk, come accade in "Cantico del poeta errante", uno dei brani più riusciti e rappresentativi. Nella tradizione del nostro rock, i ragazzi riescono a incastonare melodie avvincenti con particolare naturalezza; riescono meglio nella breve durata, com'è nell'hard rock d'assalto di "Orientoccidente" o nella ballata agricola "Il vino (breve delirio del vino)", laddove le mini-suite risentono di una certa prolissità. "Lo scorticamento di Marsia" mette in scena una tenzone mitologica assai curata, complici anche il flauto e il sax (Eva Morelli e Angelo Petri).

 

Molto interessante l'aspetto contenutistico: il gruppo si rifà alla mitologia, all'esoterismo, alla letteratura e alla poesia, rendendo il proprio rock sempre sopra le righe ed espressivo. L'aver musicato "Tre cose solamente m'enno in grado" di Cecco Angiolieri (nella dirompente "De luxuria, et de ludo, et de taberna") la dice lunga sull'indole audace e sfrontata del Bacio. 

Il suono prevalentemente ombroso e ruvido non poteva non interessare alla Black Widow, che si sta occupando della distribuzione del disco: accanto a Segno Del Comando, Areknames e Wicked Minds il Bacio Della Medusa farà proprio una bella figura.

 

Donato Zoppo - Movimenti Prog

 

http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=1684

Progressive rock from Italy is alive and as good as ever!

One of my favorite (if not my favorite) countries regarding progressive rock has to be Italy, I love their style, their language, their theatrical music, that unique sound they produce, well, a lot of things, and I really love how their scene is alive and kicking asses with old and new bands, creating a fantastic combo. One of the bands that lately has come to the air, and caught lot of attention is Il Bacio della Medusa, and especially this album entitled "Discesa agl'inferi d'un giovane amante".

Released on 2008, the album has been praised by the prog rock fans, and when you listen to it, you understand why. It is so refreshing that newer bands offer such great, complex, challenging albums utilizing elements of the old RPI school with the addition of newer sounds, an extraordinary combination. This album consists on twelve tracks which together make 55 minutes of excellent music.

It kicks off with "Preludio: Il Trapasso" a track that starts slowly with some wind noises which then lead to the entrance of piano, flute, voice, violin and other instruments. The sound is pretty charm and gentle, beautiful since the beginning. Next to it is "Confessione d'un amante" which continues with that gentle sound of piano and strings. When the vocals enter the music makes a slight change, so one can be aware that this is a different track. The voice is also beautiful, and accompanied by those instruments, believe me, a wonderful atmosphere is created. There is some nostalgia in this track and moments where you can lie down in your bed and let the music do the rest.

But surprise, you are still in that gentle mood when all of a sudden the music changes, so you are now in the third track entitled "La bestia e il delirio", a rockier piece with great keyboard work on it, a constant and excellent drumming and then some nice guitar solos. I imagine some kind of pursuit while listening to this song (to the rockier part of it), because after a couple of minutes it changes again, creating a pastoral mood with flute and some slaps that start slow but gradually turns faster. This is a fascinating and adventurous instrumental track.

"Recitativo" is a nice piece. If I follow the story I create on my mind, in this track seems that things have calm down a little bit, and the main character of the story is walking carefully and seeing what is around him. The music keeps that tension while a voice is narrating something (shame on me I can't fully understand Italian). This track leads to "Ricordi del Supplizio" that truly reminds me to some 70s bands that surely inspired this group. The guitars are rockier again, the keyboard sound stronger and the vocals raw but great, there is also a cool flute adding its grain of sand all over the track.

After that heavier track, once again that pastoral and charming sound returns at the beginning of "Nostalgia, pentimento e rabbia". This very interesting song gradually progresses; while the seconds pass you will identify new musical elements on it. The flute is pretty important again, it is easy to recognize what it is playing and difficult to take it off your head. At the final part, that repetitive rhythm is also made by guitars, not only by the flute, which is great.

Now attention, because when you listen to a saxophone then you'll realize it is a new track called "Sudorazione a freddo sotto il chiaro di luna". It is full of cadence first and then a sensation of leadership and power appears for a minute, before it calms down. A new passage appears with acoustic guitar and soft dreamy music. However, the song changes again and again, which is pretty interesting due to the richness of sounds, colors and textures it shares.

"Melencolia" as the name suggests, it has to be a calm song with a gentle sound. The song is beautiful, though I have to recognize it is not one of my favorite pieces. However, you can feel relaxed and thoughtful while listening to it. That flute sound at the end is simply hypnotic. When that flute stops, you are now on "E fu allora". The sax returns here and creates that charismatic (even sensual) sound. Later it is alternate with guitar solos, and together take the leadership of the song.

So, that was an instrumental track, when vocals appear it is a new one, entitled "Nosce te ipsum". This track has hypnotic keyboard sound, while a disarming violin is playing. It also has great time and tempo changes that help building different structures gathered into only one, I hope you understand what I mean. This track brings again to my memory to some older bands, if you don't know you are listening to Il Bacio, then you might believe a 70s band is playing.

"Corale per messa da requiem" sounds actually as a requiem, as the name suggests. The violin is very delicate and creates a beautiful atmosphere accompanied by the piano and some choral voices. What an extraordinary piece, the end is near, I can feel it, and that, along with the music moves me a lot, that it even brought me to tears. Now we are in the final track, "Epilogo della discesa agl'inferi d'un giovane amante", a short instrumental piece that follows the same path as the previous track. A beautiful end for this beautiful album!

This album is highly recommendable for any progressive rock fan, and especially for those who love the scene from Italy. My grade, five stars!

Enjoy it!

 

Guillermo Hdez. Urdapilleta - Prog Archives

 

 

http://www.progarchives.com/Collaborators.asp?id=2290

Secondo album, e questa volta ci troviamo di fronte un concept album di Pop. Questa signori è una spettacolare band italiana, che riproduce un suono classico nel tipico stile di Pop italiano e si sentono che le influenze artistiche sono le stesse di altri gruppi usciti in questo periodo, Banco, Orme, Museo Rosenbach, Osanna, Balletto di Bronzo, Biglietto per l'Inferno .....

 

Bene signori, questa poteva sicuramente essere una recensione scritta negli anni 70 e pubblicata su uno dei giornali dell’epoca che parlavano di Musica, sicuramente io sono di parte e lo dico con orgoglio amo e ammiro questi ragazzi, fanno Musica che a me piace e sono riusciti nell'intento di farmi RIAPPREZZARE questo genere, non sono mai banali sia nelle liriche sia nella musica. E dopo il giusto riconoscimento è ora di parlare del loro secondo lavoro, dove l'evoluzione sonora e artistica li porta questa volta a confrontarsi con i temi del Dante.

La vicenda di Paolo e Francesca quindi, ma se Dante aveva parlato solo con Francesca, mentre Paolo era in silenzio e frignava lì vicino, Il Bacio Della Medusa fa parlare proprio quest’ultimo, il dolore, e la passione delle sue parole e veramente incomparabile con la musica che segue la narrazione. E tutto questo si può ascoltare nel brano “Confessione d’un giovane amante, ma il disco non parla solo di Paolo e Francesco, è una discesa nel proprio intimo dove analizza l’inferno che è in ognuno di noi; la musica passa dai momenti classici e melodiosi alle più vive e torrenziali esplosioni rock, con incursioni nel blues e nel folk  “Il Trapasso”, “La Bestia e il delirio”, “Sudorazione a Freddo sotto il chiaro di luna” e nel “Nosce Te Ipsum”, e brani in stile prettamente progressive, di “Ricordi del Supplizio” e “Nostalgia, pentimento e rabbia”, fino alle malinconiche atmosfere in “Melencolia” o “Corale per Messa da Requiem” I testi sono veramente favolosi con il loro ricrear un italiano oramai dimenticato, e l’interpretazione che ne da Simone Cecchini, è veramente notevole. E che dire della prova dei vari membri del Bacio: le suadenti note del flauto di Eva Morelli, il violino di Daniele Rinchi (nuovo acquisto), la chitarra di Simone Brozzetti, il basso di Federico Caprai, l’hammond di Diego Petrini (è anche il batterista e l'autore di gran parte delle composizioni),   ancora il sax di Simone Cecchini ci accompagnano in questo viaggio, che comunque ascoltandolo è sicuramente un disco che da sensazioni diverse ad ognuno di noi.

Un album completo, appassionato, direi poetico.

 

"I DISCHI IN VINILE SONO GIOIELLI ANCHE PER IL VALORE AGGIUNTO DELLE COPERTINE, SOPRATTUTTO SE RISALENTI AGLI ANNI 50/60”

 

Questa affermazione poteva essere vera fino a pochi anni fa, ora grazie all'amore che appassionati e musicisti hanno per questo supporto, posso affermare che si sta riscoprendo la bellezza delle copertine, oltre al suono del vinile, e ne sono fulgidi esempi i gruppi di cui ho parlato fin qui, i.Pedro Ximenes con il loro ultimo lavoro e sopratutto il Bacio della Medusa...

di cui entrambe le copertine, sono state realizzate da Federico Caprai (bassista del BDM); e sono le trasposizioni in pittura delle atmosfere che si vivono ascoltando i dischi, si passa dalle figure simboliche e paesaggi immaginari del primo album direttamente all’oscuro scenario dell’inferno dantesco dove scova il loro posto ai personaggi principali, e alle anime dannate nascoste nella nostra mente…….

Veramente è tutto ma prima di salutarvi lancio un appello ed allo stesso tempo un consiglio ai gestori di locali che fanno musica dal vivo. Date spazio a chi fa Musica ne vale la pena……..

 

Tito Spadavecchia - Umbria Musica

 

http://www.umbriamusica.it/index.php?option=com_myblog&show=bacio-della-medusa-discesa-agla-inferi-da-un-giovane-amante.html&Itemid=32

Progressive rock from Italy is alive and as good as ever! 

 

One of my favorite (if not my favorite) countries regarding progressive rock has to be Italy, I love their style, their language, their theatrical music, that unique sound they produce, well, a lot of things, and I really love how their scene is alive and kicking ass with old and new bands, creating a fantastic combo. One of the bands that has come to the fore lately and caught a lot of attention is Il Bacio della Medusa, and especially this album entitled “Discesa agl’inferi d’un giovane amante”. 

 

Released in 2008, the album has been praised by the prog rock fans, and when you listen to it, you understand why. It is so refreshing that newer bands offer such great, complex, challenging albums utilizing elements of the old RPI school with the addition of newer sounds - an extraordinary combination. This album consists on twelve tracks which together make 55 minutes of excellent music. 

 

It kicks off with “Preludio: Il Trapasso”, a track that starts slowly with some wind noises which then lead to the entrance of piano, flute, voice, violin and other instruments. The sound is pretty charming and gentle, beautiful since the beginning. Next to it is “Confessione d’un amante”, which continues with that gentle sound of the piano and strings. When the vocals enter, the music makes a slight change, so one can be aware that this is a different track. The voice is also beautiful, and accompanied by those instruments. Believe me, a wonderful atmosphere is created. There is some nostalgia in this track and moments where you can lie down in your bed and let the music do the rest.  

 

But surprise, you are still in that gentle mood when all of a sudden the music changes, so you are now at the third track, entitled “La bestia e il delirio”, a rockier piece with great keyboard work on it, constant and excellent drumming and then some nice guitar solos. I imagine some kind of pursuit while listening to this song (to the rockier part of it), because after a couple of minutes it changes again, creating a pastoral mood with flute and some slaps that start slow but gradually turn faster. This is a fascinating and adventurous instrumental track. 

 

“Recitativo” is a nice piece. If I follow the story I create in my mind, it seems that things have calmed down a little bit in this track, and the main character of the story is walking carefully and seeing what is around him. The music keeps that tension, while a voice is narrating something (shame on me I can’t fully understand Italian). This track leads to “Ricordi del Supplizio”, which truly reminds me of some 70s bands that surely inspired this group. The guitars are rockier again, the keyboard sound stronger and the vocals raw but great. There is also a cool flute adding its grain of sand all over the track.  

 

After that heavier track, that pastoral and charming sound returns once again at the beginning of “Nostalgia, pentimento e rabbia”. This very interesting song gradually progresses; while the seconds pass you will identify new musical elements in it. The flute is pretty important again, it is easy to recognize what it is playing and difficult to take it out of your head.  During the final part, that repetitive rhythm is also made by guitars, not only by the flute, which is great.  

 

Now attention, because when you listen to a saxophone then you’ll realize it is a new track called “Sudorazione a freddo sotto il chiaro di luna”. It is full of cadence first and then a sensation of leadership and power appears for a minute, before it calms down. A new passage appears with acoustic guitar and soft dreamy music. However, the song changes again and again, which is pretty interesting due to the richness of sounds, colors and textures it shares.  

 

“Melencolia”, as the name suggests, has to be a calm song with a gentle sound. The song is beautiful, though I have to recognize it is not one of my favorite pieces. However, you can feel relaxed and thoughtful while listening to it. That flute sound at the end is simply hypnotic.

 

When that flute stops, you are now on “E fu allora”. The sax returns here and creates that charismatic (even sensual) sound. Later, it alternates with guitar solos, and together they take control of the song.  

 

So, that was an instrumental track. When the vocals reappear, it is a new one, entitled “Nosce te ipsum”. This track has a hypnotic keyboard sound, while a disarming violin is playing. It also has great time and tempo changes that help build different structures gathered into only one - I hope you understand what I mean. This track brings again to mind some older bands, if you don’t know you are listening to Il Bacio, then you might believe a 70s band is playing. 

 

“Corale per messa da requiem” actually sounds like a requiem, as the name suggests. The violin is very delicate and creates a beautiful atmosphere accompanied by the piano and some choral voices. What an extraordinary piece, the end is near, I can feel it, and that, along with the music moves me a lot, that it even brought me to tears. Now we are at the final track, “Epilogo della discesa agl’inferi d’un giovane amante”, a short instrumental piece that follows the same path as the previous track. A beautiful end for this beautiful album!  

 

This album is highly recommended for any progressive rock fan, and especially for those who love the one from Italy.  

 

Enjoy it!

 

Guillermo Urdapilleta - The Rocktologist

 

http://www.therocktologist.com/bacio-discesa.html

I musicisti de Il Bacio della Medusa sono posseduti da un fuoco sacro, sono i messi moderni di Apollo, dio della poesia e della musica. Le Pieridi li tormentano, non gli concedono il sonno, Dioniso è loro alleato e concilia lo stato di grazia propiziando la goliardica alcolica ispirazione.

Non c'è altra spiegazione, davvero, per giustificare l'esistenza di questo prezioso gruppo progressive, alfiere portentoso dei seventies, epigono dei grandi gruppi che in quegli anni hanno fatto grande il nome del rock italiano. Dunque Museo Rosembach, Biglietto per l'Inferno ( citazione d'obbligo in questa sede ), Balletto di Bronzo, Rovescio della Medaglia, Celeste, Locanda della Fate: chi ama e ha amato questi gruppi si perde in un brivido d'emozione quando è toccato dalle magiche atmosfere evocate dalla Medusa.

 

Il disco del 2008, intitolato Discesa agl'Inferi di un Giovane Amante è una catabasi oscura e misteriosa nei gironi infernali visitati da Dante Alighieri ( chi si ricorda che nel primo disco c'era Cecco Angiolieri? ) e, nella fattispecie, viene narrata la celebre, drammatica storia di Paolo e Francesca, del loro amore proibito perchè adultero, delle loro letture galeotte, della morte insieme e della punizione eterna.

Dante, scrivendo questo canto, il V dell'Inferno, si descriverà attonito, drammaticamente colpito di fronte a questa storia, forse ricordando la sua stessa storia d'amore, la sua stessa cupidigia, la sua stessa pulsione passionale.

Il disco si differenzia dal precedente, mostrando un'attitudine ancor più operatica e performativa, riducendo le incursioni nell'hard rock, aumentando considerevolmente la presenza del flauto di Eva Morelli, con l'aggiunta alla formazione di un nuovo violinista, Daniele Rinchi.

 

Si alternano brani recitativi ( Confessione d'un Amante, E' nel Buio che Risplendono le Stelle ) a brani strumentali ( Sudorazione a Freddo sotto il Chiaro di Luna su tutte): la costante è una passionale intensità, vitale e misteriosa. La voce di Cecchini, ora drammatica e languida, ora potente e stentorea ( fino all'eccesso forse ) è certo l'asso nella manica della band umbra. 

Ma non è solo la voce a colpire l'ascoltatore: è piuttosto il fitto tessuto narrativo che la voce fila con gli strumenti, che creano autentico pathos ( nel senso più antico, viscerale, etimologico della parola ).

Il rischio di sfociare nel grottesco è evitato solo grazie alla coscienza personale dei musicisti, alla loro conoscenza profonda del genere suonato. Conoscono le loro origini, conoscono le strade e i vicoli da seguire, hanno la musica progressive nel sangue. Non esiste improvvisazione, non esiste maschera. Il Bacio della Medusa squarcia il sipario e impatta violento, rosso di sangue e di petali di rosa sull'ascoltatore. 

Concludiamo invitando di nuovo tutti ad andare ai loro live: vi assicuriamo che mantengono quel che nei loro dischi promettono: sosteniamoli, non lasciamo che la loro verve poetica, raro dono ad oggi, agonizzi nell'ozio e nella solitudine.

 

 

Bernardo Pacini - Unprogged.com

 

 

http://www.unprogged.com/showthread.php?t=5060

Il primo ricordo che ho del Bacio della Medusa risale alla fine del 2004, ad un concorso per gruppi musicali che si teneva nei locali del centro storico di Perugia chiamato Rockin’ Centro, nel quale fui coinvolto come membro della giuria. Nella varietà di gruppi di ogni genere che partecipavano alla rassegna, alcuni dei quali si rivelarono piacevolmente al di sopra delle mie aspettative, mi colpì questo gruppo di giovanissimi alle prese con un genere che amavo particolarmente, il progressive, suonato con mano esperta e naturalezza e senza mai scadere nel facile scopiazzamento senza idee che tante volte è affiorato in quel filone musicale.

Già in quell’occasione era possibile apprezzare quella che sarebbe stata sempre una delle loro migliori doti, l’enorme carica dal vivo, con una grande capacità di coinvolgere un pubblico che all’inizio era composto da decine di rumoreggianti amici “caciaroni” sempre pronti a seguirli e che nel tempo, e nelle varie occasioni in cui mi è capitato di vederli di nuovo, si è allargato a tante persone di tutta Italia.

Dopo quel primo contatto ebbi modo di ascoltare il primo CD autoprodotto, all’epoca distribuito da loro stessi, e di verificare l’ottima impressione avuta nel vederli in concerto totalmente confermata da quel lavoro in studio, in cui qualche piccola ingenuità dovuta all’inesperienza e una qualità di registrazione non eccelsa venivano ampiamente compensate dalla stupefacente padronanza di un genere musicale che questi ragazzi sembravano aver ascoltato fin dalla culla. In particolare apprezzai molto in quel primo lavoro lo sforzo di creare uno stile originale, in cui le citazioni di dischi e artisti famosi fossero così sottili e impercettibili da non dare mai l’impressione del già sentito.

Negli anni successivi, attraverso i vari incontri in occasioni di eventi musicali di ogni genere, si è creata con i ragazzi del Bacio della Medusa una profonda amicizia che mi ha permesso di seguirli nella loro ricerca creativa e nella loro evoluzione. Il secondo album, “Discesa agl'inferi d'un giovane amante” è stato il segno di una maturità non solo compositiva, ma anche professionale, come dimostrato dagli eccellenti riscontri ottenuti sia dal pubblico che dalla critica, con recensioni lusinghiere e riconoscimenti di vario genere dall’Italia e dall’estero. Miscelando sapientemente testi ricercati ma mai stucchevoli, sonorità hard alternate ad altre più acustiche, composizioni complesse e mai scontate, il gruppo è andato avanti nella direzione intrapresa con il primo disco, creando un genere sempre più originale ed anche il loro “live act” ha guadagnato molto da questa maturazione.

Passati i tempi dell’ingenuo entusiasmo iniziale, qualche volta incontenibilmente goliardico, il gruppo ha migliorato la propria resa in concerto privilegiando la cura del suono e la qualità dell’esecuzione, ma senza mai compromettere la grinta che ha sempre caratterizzato i concerti del Bacio.

 

Augusto Croce

 

www.italianprog.it 

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